Mi chiamo Rosario Pompeo Barile e ho cominciato a praticare parkour guardando i palloni volare e pian piano ho capito che ero l’unico a poter scavalcare per poterli recuperare. E così mi sono avvicinato sempre più a questo sport grazie ad un ragazzo della mia scuola che lo praticava.
Da lì ho capito che quella era la mia strada, ad ostacoli, come un percorso di parkour, ma pur sempre la mia strada, e anzi, questa mi ha fatto capire come superare non solo quest’ultimi, ma anche i problemi, le inadeguatezze, i disagi e chi più ne ha più ne metta.
Mai avrei pensato di far anche parte della Nazionale Italiana di parkour, con la quale son riuscito a fare 4 Coppe del Mondo, 1 Mondiale in Giappone, 2 Coppe in Bulgaria e 2 a Montpellier in Francia, dove in quest’ultima son riuscito ad arrivare quinto in posizione mondiale nella categoria speed.
Il parkour per me è affrontare il mondo e i suoi spazi, adattandoti ad ogni forma e ostacolo possa pararsi dinnanzi a te. Devo tutto al Parkour e vorrei dare tutto con esso, e spero un giorno di riuscire a farlo ancora più in grande di quanto non stia già facendo. Oggi sono uno degli insegnanti dello splendido parco che è stato costruito a Caivano. E di questo ne sono fiero.
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