Mi chiamo Arianna Boldrini, ho iniziato a giocare a calcio da piccolissima, grazie ai miei due fratelli maggiori con cui passavo interi pomeriggi in cortile a giocare con la palla di spugna. Per questo credo che avere un playground dove poter iniziare sia importantissimo. Soprattutto oggi che cortili e parchi sono sempre meno utilizzati dai ragazzi. Avere luoghi di condivisione dove crescere è fondamentale, anche perché all’inizio ogni sport nasce come un gioco.
All’età di sette anni i miei genitori mi hanno iscritta in una società calcistica di quartiere. La squadra era composta da tutti maschi, tranne me, ma nonostante questo non mi sono mai sentita isolata né tantomeno giudicata come “femmina che giocava a calcio”. All’età di 13 anni passai in una società femminile e a 16 disputai il mio primo campionato di Serie B. L’anno successivo, poi, approdai nella primavera della A.S. Roma, allenata da Mister Fabio Melillo, scomparso purtroppo recentemente… mi ha insegnato molti valori come la disciplina, il rispetto e la resilienza e mi ha dato la possibilità di giocare per la maglia che ho sempre sognato e insieme abbiamo vinto due scudetti, a lui devo tutto sia come persona che come calciatrice.
Per me il calcio è passione, amore e dedizione. Sin da piccola sono stata affascinata dall’energia che il calcio riesce a trasmettermi. Invito ogni bambina a seguire il proprio sogno e a coltivare le proprie aspirazioni senza mai mollare e senza curarsi dei pregiudizi che fortunatamente negli ultimi anni stanno scemando.
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